Triduo a Santa Elisabetta d'Ungheria



+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre...


1° GIORNO - 14 NOVEMBRE

2° GIORNO - 15 NOVEMBRE

3° GIORNO - 16 NOVEMBRE





1° GIORNO - 14 NOVEMBRE


L'amore di Santa Elisabetta per Dio

Riflettiamo su come l'amore per Dio sia lo scopo principale per cui è stato creato il nostro cuore. Non possiamo trovare vera pace se non rivolgiamo a Dio tutti i nostri affetti. Fortunato chi ama Dio sopra ogni cosa! Riceverà la ricompensa eterna dalla giustizia divina e parteciperà alla gloria celeste che Cristo ci ha donato con il sacrificio della sua vita.

Anime salvate dal Figlio di Dio, amate il Signore con tutte le vostre forze. Desideratelo sempre e trovate in Lui la vostra gioia, perché stare con Lui non porta amarezza o noia, ma felicità! Anche nelle prove più difficili e nelle persecuzioni più dure, avrete la forza di resistere e vincere.

Santa Elisabetta, consapevole degli effetti straordinari dell'amore di Dio, dedicò i primi anni della sua vita a Lui, seguendo la chiamata della grazia. Si ritirava spesso a pregare in chiesa, ed era così attratta dalle cose spirituali che persino i suoi giochi infantili erano rivolti a Dio. La sua intera vita divenne un esempio luminoso di come vivere i doveri cristiani.

Nonostante fosse una giovane principessa, amava l'umiltà: nelle processioni camminava scalza, indossando vesti semplici invece di abiti lussuosi. Si imponeva lunghe veglie e digiuni frequenti, e sotto gli abiti regali portava il cilicio. Amava sinceramente suo marito, ma il suo cuore apparteneva sempre a Dio. Sopportò con coraggio la morte prematura del marito e, quando fu cacciata dal palazzo con i suoi figli, ridotta in povertà e abbandonata da tutti, non si perse d'animo. Anzi, benedisse Dio con serenità, trovando gioia nella sua condizione perché, libera da ogni legame terreno, poteva dedicarsi completamente all'amore per Dio.

Che forza straordinaria ha l'amore santo! Anche noi siamo chiamati ad amare Dio, ma come abbiamo risposto a questa chiamata? Quali gioie abbiamo trovato, con il cuore ancora attaccato alle cose terrene? Come abbiamo affrontato le difficoltà della vita? Riconosciamo i nostri errori davanti a Dio e chiediamogli perdono per la salvezza delle nostre anime.


PREGHIERA

Dio d'amore, meta dolce del cuore umano! Per i meriti e l'intercessione di Santa Elisabetta, trasforma il nostro cuore, accendilo del tuo amore e guarisci le ferite causate dal peccato. Fa', dolcissimo Gesù, che desideriamo ardentemente solo Te, che riponiamo in Te tutte le nostre gioie e speranze, che vogliamo piacere solo a Te. Aiutaci a distaccarci dalle cose terrene, così che per amor tuo sopporteremo ogni difficoltà, evitando il peccato, e alla fine della vita, morendo nel tuo abbraccio, saremo portati sulle ali del tuo santo amore nel regno dei cieli per amarti eternamente. Amen.






2° GIORNO - 15 NOVEMBRE


L'amore di Santa Elisabetta verso il prossimo

Riflettiamo su come, secondo Sant'Agostino, l'amore per Dio e per il prossimo siano in realtà un unico amore: non si può amare veramente Dio senza amare anche i nostri fratelli. Questi due amori sono inseparabili e formano un unico comandamento datoci da Gesù. Un'anima che non ama è come morta, e chi odia il prossimo è come un omicida. Amiamo quindi il prossimo come noi stessi, perché siamo tutti figli dello stesso Padre e salvati dal sacrificio di Cristo. Questo amore deve includere anche i nostri nemici, come ci è stato insegnato: "Amate i vostri nemici e fate del bene a coloro che vi odiano."

Santa Elisabetta incarnò perfettamente questo insegnamento. Profondamente consapevole del sacrificio di Cristo per l'umanità, considerava tutti come fratelli e sorelle, facendo proprie le loro sofferenze e i loro bisogni. La sua vita era dedicata a nutrire gli affamati, visitare i malati, consolare gli afflitti e portare conforto spirituale a tutti. Era madre per gli orfani, sostegno per le vedove e guida per chi aveva smarrito la strada.

Dimenticando se stessa, si dedicava completamente al bene degli altri, senza temere fatiche o pericoli. Fondò ospedali e rifugi per i sofferenti, vegliava di notte accanto ai malati, curava le loro ferite e li confortava con parole d'amore. Anche quando cadde in povertà a causa di persone malvagie, continuò a lavorare per aiutare gli altri, nonostante la sua salute precaria. Il suo eroismo raggiunse l'apice quando, potendo vendicarsi dei suoi nemici, scelse invece di perdonare e abbracciare la povertà come San Francesco d'Assisi.

Riflettiamo: quanto ci impegniamo ad amare il prossimo, ad aiutare chi è nel bisogno e a perdonare le offese? Non sacrifichiamo troppo spesso tutto all'egoismo, trascurando il comandamento dell'amore reciproco che è la chiave della nostra salvezza? Ricordiamo che saremo giudicati proprio su come abbiamo vissuto l'amore verso Dio e verso il prossimo.


PREGHIERA

Gesù amatissimo, che hai dato la vita per noi e ci hai insegnato a pregare per i nemici, a benedire chi ci maledice e a rispondere al male con il bene, per intercessione di Santa Elisabetta, donaci la forza di fare del bene al prossimo. Non permettere che si spezzi il legame di pace tra i tuoi figli, per i quali hai tanto sofferto e che hai generosamente perdonato. Dacci la forza di perdonare chi ci ha offeso e di amare tanto chi ci ama quanto chi ci odia. Riuniscici tutti sotto il segno dell'unità, con Te come guida, la Croce come simbolo, la fede come protezione e la carità come veste. Amen.






3° GIORNO - 16 NOVEMBRE


L'amore di Dio per Santa Elisabetta

Chi ama veramente Dio sperimenta già sulla terra una gioia che anticipa quella del cielo. Si crea un legame così profondo tra l'anima e Dio che il cuore si trasforma in Lui e Lui si dona all'anima. Come disse Gesù: "Se qualcuno mi ama e osserva la mia parola, il Padre mio lo amerà e verremo a lui e abiteremo con lui."

Santa Elisabetta, infiammata d'amore divino e piena di Dio nel pensiero e nel cuore, sembrava più un angelo che una creatura terrena. Dio, vedendo il suo amore, la sua dedizione e la sua accettazione delle prove più dolorose (la morte del marito, l'esilio dal castello, l'abbandono dei parenti e amici, l'ingratitudine di chi aveva aiutato), trasformò le sue sofferenze in gioie ineffabili. Le concesse il dono dell'estasi, conversazioni spirituali e un patto d'amore espresso con le parole: "Elisabetta, se vuoi essere mia, anch'Io sarò tuo e non mi allontanerò mai da te." Per suo tramite, ciechi, sordi e malati furono guariti.

Amata da Dio e benedetta dagli uomini, concluse la sua breve ma intensa vita terrena per unirsi eternamente a Dio. Se anche noi lasciassimo che una scintilla di questo amore divino accendesse i nostri cuori, distaccandoci dalle false attrattive terrene, scopriremmo quanto è buono il Signore verso chi lo ama e come le sofferenze terrene non sono paragonabili alla gloria futura che ci attende.


PREGHIERA

O Dio, fonte di ogni grazia! Non merito tanto amore, io che sono una creatura indegna, piena di colpe e ingrata alle tue attenzioni! Tu, Signore dell'universo e vita della mia vita, chiedi solo amore, ma io non ho ascoltato la tua voce né corrisposto al tuo amore! Per questo gli amori terreni mi dominano e mi rubano la pace del cuore. Non permettere che continui a inseguire i beni illusori della terra che svaniscono come ombre. Per intercessione di Santa Elisabetta, fa' che la mia vita sia un continuo esercizio d'amore per Te e per i beni eterni del Cielo, e la mia morte un sospiro d'amore, per amarti eternamente insieme ai Santi e agli Angeli. Amen.